Mostra "Resonances"
Napoli, Italia / 2025
La Chiesa di SS. Demetrio e Bonifacio a Napoli ha ospitato “Resonances”, mostra a cura di Alberto Calderoni, sul lavoro dello studio di architettura Barozzi Veiga.
L’esposizione - promossa dal DiARC Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II - presenta una selezione di progetti dello Studio diretto da Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga a Barcellona - vincitori del premio Mies van der Rohe - come il Musée Cantonal des Beaux-Arts a Losanna, il Bündner Kunstmuseum a Coira, il Tanzhaus di Zurigo: architetture contemporanee in Europa che si occupano di interrogare e leggere paesaggi, contesti, opere, edifici già in essere per rigenerarli in senso ampio, cercando di proiettarli nel futuro attraverso la valorizzazione delle condizioni esistenti. Architetture che esplorano il rapporto tra paesaggio, contesto e rigenerazione.
"Ogni opera di architettura dello studio Barozzi Veiga - racconta Alberto Calderoni - nasce in una condizione di relazione, con il suolo che la accoglie, con la memoria che la precede, con la realtà materiale e immateriale che la circonda. Nel loro lavoro questa relazione non si traduce mai in un gesto mimetico o in fratture autoreferenziali: lontani da qualsiasi retorica, Barozzi Veiga intendono il progetto come un gesto di mediazione, un modo per abitare quello spazio sottile che separa ciò che esiste da ciò che è ancora di là da venire. In questo intervallo, sempre fragile e aperto, il progetto diventa un esercizio di equilibrio, mai risolto una volta per tutte. Ogni loro architettura nasce da questa condizione di ascolto e di misura: gli edifici non impongono, ma chiariscono, traducendo in spazi per abitare ciò che nei contesti erano presenti solo come potenziali, come materie ancora in attesa di essere colte".
L’esposizione - promossa dal DiARC Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II - presenta una selezione di progetti dello Studio diretto da Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga a Barcellona - vincitori del premio Mies van der Rohe - come il Musée Cantonal des Beaux-Arts a Losanna, il Bündner Kunstmuseum a Coira, il Tanzhaus di Zurigo: architetture contemporanee in Europa che si occupano di interrogare e leggere paesaggi, contesti, opere, edifici già in essere per rigenerarli in senso ampio, cercando di proiettarli nel futuro attraverso la valorizzazione delle condizioni esistenti. Architetture che esplorano il rapporto tra paesaggio, contesto e rigenerazione.
"Ogni opera di architettura dello studio Barozzi Veiga - racconta Alberto Calderoni - nasce in una condizione di relazione, con il suolo che la accoglie, con la memoria che la precede, con la realtà materiale e immateriale che la circonda. Nel loro lavoro questa relazione non si traduce mai in un gesto mimetico o in fratture autoreferenziali: lontani da qualsiasi retorica, Barozzi Veiga intendono il progetto come un gesto di mediazione, un modo per abitare quello spazio sottile che separa ciò che esiste da ciò che è ancora di là da venire. In questo intervallo, sempre fragile e aperto, il progetto diventa un esercizio di equilibrio, mai risolto una volta per tutte. Ogni loro architettura nasce da questa condizione di ascolto e di misura: gli edifici non impongono, ma chiariscono, traducendo in spazi per abitare ciò che nei contesti erano presenti solo come potenziali, come materie ancora in attesa di essere colte".
Progetto
Barozzi Veiga (Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga, Diletta Trinari, Chiara Saccani)
Fotografo
Gianluca Piccolo
Prodotti utilizzati
Prodotti utilizzati
Scroll